HORUS III: La Sonda Leonardo

Sonda

La sonda denominata “Leonardo” sarà la vera e propria protagonista di questo progetto, che ci permetterà di portare ai confini con lo spazio l’intero carico scientifico e le apparecchiature per fare i rilievi, i video e le fotografie. La stessa dovrà essere in grado di proteggere il carico dalle condizioni estreme e di permetterci il recupero in sicurezza dopo l’atterraggio che avverrà a una velocità stimata di circa 15 km/h. Ma com’ è fatta questa sonda?  Per questo progetto, rispetto al recente passato, dove le sonde erano semplici box squadrati in polistirolo, si è cercato di andare oltre ricercando un contenitore che fosse in grado di essere più “aerodinamico” e quindi che opponesse una resistenza maggiore alle correnti eoliche durante la risalita in modo da minimizzare al massimo l’effetto pendolo e, che fosse allo stesso tempo leggero e resistente. Nella scelta dei materiali perciò, rispetto al passato cambia poco, si è scelto un polistirolo trattato con resina da 1,5 cm di diametro per le pareti esterne, ma la vera innovazione di questa sonda sta nella forma; Infatti dopo diverse prove in laboratorio e prototipi scartati la forma che meglio si presta a ciò che da tempo si cercava di ottenere è quella di una capsula, con i due bordi formati da due archi che conferiscono alla sonda una vera e propria aerodinamicità nel momento in cui verrà colpita dal vento, minimizzando l’effetto pendolo anche con venti di oltre 20 km/h, come da test effettuati con software appositi e galleria del vento. La sonda poggia su una piastra in carbonio a cui verranno collegati i tiranti che andranno al paracadute e al pallone sonda.

Ciò che rende importante e unica questa sonda sarà comunque il suo contenuto infatti la sonda è equipaggiata con 2 camere GoPro Black & Silver che riprenderanno fotografie e video dell’intero volo nella Stratosfera terrestre, 2 tracker GPS che permetteranno di seguire la sonda e di poter poi identificare il luogo di atterraggio per il recupero in sicurezza, un computer di bordo che memorizzerà tutti i dati ambientali provenienti dai vari sensori secondo dopo secondo, il sistema ERGO Telescope che catturerà i famosi “Raggi Cosmici” per poi essere studiati al rientro. Sicuramente però, la parte più importante del payload è rappresentato da carico biologico formato da tre tipi di batteri, un  virus e un fungo collocato all’interno di provette eppendorf e sistemato in appositi porta provette installati dentro la sonda.

Ecco la configurazione interna della sonda:

Sonda2

1) Unità ERGO

2) Polaris Flight Computer

3) SPOT Tracker II

4) GSM GPS Tracker TK-102

5) GoPro Hero 3+ Silver Camera (Foto)

6) GoPro Hero 3+ Black Camera (Video)

7) Carico biologico

8) GPS

9) Sistema di alimentazione della sonda

10) Sensori ambientali

11) Piastra in carbonio